Liguria

Il castello Doria a Portovenere

Tra le fortezze più fotografate delle Cinque Terre, il Castello Doria di Portovenere è anche un mirabile esempio di architettura militare genovese, ricco di storia e suggestioni. Pur avendo subito notevoli mutazioni nel corso dei secoli, sia nell’assetto interno che esterno, ha mantenuto fede al suo impianto originario. 

Fonte foto http://www.portovenere.com/trip/il-castello-doria/
  1. La storia del castello Doria

Ancora oggi gli studiosi sono incerti riguardo le sue origini. Si dibatte se fosse stato costruito su una preesistente fortezza bizantina o se fosse un’opera ex novo. La prima attestazione documentata risale al 1139 quando la Repubblica di Genova acquisì il controllo del borgo di Porto Venere dai signori di Vezzano, difendendosi così a levante dalla rivale Repubblica di Pisa.

Nel 1161 il castello fu ricostruito in una zona maggiormente dominante rispetto al preesistente, nei pressi della Chiesa di San Pietro, dove fu annesso ad un’altra struttura fortificata dotata di due torri di avvistamento. Nel primo periodo, i due blocchi ebbero due distinti castellani e fu nell’edificio inferiore che prese residenza il podestà locale.

In tutto il Basso Medioevo il Castello Doria divenne un importante baluardo di difesa contro le mire espansionistiche pisane. Sempre in un’ottica difensiva, la Repubblica di Genova decise di attuare un piano di riordino dei castelli e delle fortezze presenti sul territorio. Fu così che nel 1458 il castello venne demolito e riedificato con criteri più moderni secondo i canoni architettonici e militari dell’epoca. Subì poi ulteriori ampliamenti fino al 1600

Con la dominazione francese ad opera di Napoleone, nel 1797, il castello Doria venne destinato a prigione politica, con il riadattamento di molti ambienti che vennero dotati di inferriate. 

  1. La struttura del Castello Doria

Il castello si erge in posizione dominante su un’altura rocciosa, dove poggia la sua massiccia struttura fatta di muraglie cieche a scarpata e di possenti volte in pietra locale. Realizzato nel 1161 e poi ricostruito nel 1458, il castello si compone di due blocchi racchiusi tra le sue mura ciclopiche: un corpo basso, cui si accede attraverso il borgo sottostante, e un blocco rialzato, che incorpora la rimanente struttura cinquecentesca.

La pianta ha una forma pentagonale, con tre bastioni nella parte bassa e un torrione circolare facente parte del primo nucleo del castello. Ogni elemento concorreva all’avvistamento di eventuali nemici: i bastioni permettevano di controllare l’accesso al borgo e al mare; il corpo rialzato invece i pericoli provenienti dalle montagne circostanti. 

Qui nel XVI secolo vi risiedeva un Castellano, o Capitano del Popolo, insieme ad una guarnigione di balestrieri e archibugieri. Le modifiche effettuate al corpo alto si devono all’introduzione delle armi da fuoco, nello stesso periodo: una cortina inaccessibile, ampi camminamenti e garitte a feritoia servivano ad ospitare le armi adatte per respingere gli assedi. Nei bastioni angolari del corpo basso erano state invece posizionate le bocche da fuoco.

Si pregevole fattura, e assolutamente da visitare, è la sala ipostila, risalente alla fortezza cinquecentesca, caratterizzata da massicci pilastri e volte a crociera con muratura a vista. Al di sopra è situato l’alloggio del castellano locale.

Oggi l’antica fortezza genovese è proprietà del Comune di Porto Venere che, dopo un accurato lavoro di restauro negli anni Settanta del Novecento, l’ha trasformata in sede di mostre d’arte in diverse manifestazioni che si svolgono nell’intero arco dell’anno.

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