Liguria

Parco nazionale delle Cinque Terre

Eletto Patrimonio Patrimonio Mondiale dell’Unesco nel 1997, il Parco Nazionale delle Cinque Terre è uno dei parchi più piccoli d’Italia, eppure tra i più riccamente suggestivi. L’eccezionale qualità scenica e il notevole paesaggio culturale in cui si valorizza lo stile di vita tradizionale, hanno reso il parco un sito di eccezionale valore, che rappresenta l’interazione armoniosa tra uomo e natura.

La storia del parco

Pur essendo uno soltanto dei 23 parchi presenti sul territorio nazionale, il Parco delle Cinque Terre presenta delle peculiarità che non hanno eguali. Innanzitutto, con i suoi 3860 ettari, è il parco nazionale più piccolo del Paese e allo stesso tempo il più densamente popolato, con circa 4.000 abitanti suddivisi in cinque borghi: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso al Mare.

L’aspetto che lo rende così unico dal punto di vista paesaggistico sta nell’interazione dell’uomo con l’ambiente naturale, che ha saputo plasmare senza stravolgerlo, ma anzi armonizzandolo con le opere umane.

Già nel Medioevo, gli abitanti delle Cinque Terre, ricavavano dai pendii scoscesi delle strisce di terra coltivabili, strette e pianeggianti, delimitate da muretti a secco. L’avanzamento nelle conoscenze costruttive ha portato l’uomo a realizzare veri e propri nuclei abitativi sui terrazzamenti, rendendo questo paesaggio fortemente antropizzato. Ecco perché il Parco delle Cinque Terre ha guadagnato l’appellativo di Parco dell’Uomo.

Fauna e flora

Il parco presenta un panorama piuttosto ricco dal punto di vista delle biodiversità, tanto da essere oggetto di progetti di tutela e monitoraggio degli anfibi e delle specie di ambiente umido acquatico. È facile avvistare il falco pellegrino e numerose specie di uccelli marini, tra cui il gabbiano reale, il cormorano, la sula, la berta minore e la rondine di mare.

Nella macchia mediterranea vivono piccoli mammiferi, come il riccio, il tasso, la donnola e la faina. Unico predatore di un certo rilievo è la volpe. Non mancano i rettili, generalmente innocui, come i ramarri, le lucertole e i gechi. Tantissimi i piccoli uccelli come il pettirosso, il fringuello e lo storno. Ad alture maggiori su possono avvistare il picchio verde e il picchio rosso maggiore.

Molto variegata anche la vegetazione, composta soprattutto da lecci, cerri, sugheri, roverelle e querce. Sui versanti rocciosi non è raro trovare specie aromatiche come rosmarino, timo, elicriso e lavanda. Il cappero, che cresce negli anfratti dei muri a secco, è il residuo di coltivazioni del secolo scorso. Sulle alture più elevate ci si imbatte in pinete artificiali a pino marittimo e castagneti, ma non mancano esempi di alberi monumentali, di grande maestosità e pregio naturalistico. L’elenco di questi esemplari è disponibile sul sito ufficiale del parco.

I terrazzamenti

I paesaggi terrazzati sono tra i simboli più noti delle Cinque Terre. Per la maggior parte sono coltivati a vite, mentre altri risultano completamente abbandonati senza possibilità di recupero. Gli abitanti delle Cinque Terre, dediti da sempre all’agricoltura, hanno “addomesticato” questo paesaggio per far fruttare la terra.

Per secoli hanno dunque realizzato dei muretti a secco sui pendii scoscesi, per poterne ricavare delle strisce di terra pianeggianti e terrazzare quasi la totalità di quella zona. In seguito all’apertura delle ferrovie e dei collegamenti con Genova, molti coltivatori lasciarono le loro terre per divenire operai pendolari. La vita a contatto con la terra poteva essere messa a repentaglio da svariati fattori, senza contare che ancora non c’erano attrezzature e tecniche adeguate per curare i terrazzamenti.

L’abbandono dei terrazzamenti può però portare allo spopolamento dei borghi, senza contare che molti muretti a secco possono trattenere l’acqua causando frane. Il rimedio è stato quello di gestire i muretti a secco con continue ristrutturazioni e promuovere il lavoro della terra. Il Parco sostiene anche dei progetti per rivalutare i terrazzamenti di Manarola, avvicinando le persone allo stile di vita tradizionale.

Il Parco è attivo anche con diverse iniziative ed eventi per far conoscere la sua meravigliosa ricchezza a gruppi e studenti.

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